Mt 10, 26-33
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: “Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.
Questo brano evangelico esorta a un radicale cambiamento di mentalità: non possiamo più mettere al primo posto, nelle nostre preoccupazioni, la conservazione della vita terrena, bensì occorre rivedere la scala delle nostre priorità, restituendo il primo posto alla sola vita che davvero conta, ovvero quella eterna. Insomma: dobbiamo tornare ad avere a cuore la salvezza della nostra anima. E capire che, mentre il nostro corpo mortale si ammala e invecchia, ci vengono donati stimoli quotidiani per ricordarci che, presto o tardi, giungerà il termine del nostro pellegrinaggio terreno, cioè della vita. E che ne sarà di noi? Allora ci accorgeremo di quanto vere siano le parole che Chiara Corbella Petrillo (1984-2012) scrisse per il primo compleanno del suo terzogenito Francesco: “Ricordati che qualsiasi cosa farai nella vita avrà senso solo se la farai in funzione della vita eterna”. È proprio così: tutto quello che vivo, giorno dopo giorno, ha senso soltanto che sono consapevole che la mia esistenza quotidiana è un cammino indirizzato al Cielo. Perché di questo, in fondo, si tratta: riscoprire che non siamo fatti per la terra – e infatti la nostra vita terrena ha un termine: la morte – bensì per il Cielo, le cui porte si aprono per quanti accolgono il dono della salvezza che Cristo è venuto a portare all’umanità bisognosa di redenzione. Stiamo dunque attenti ai nostri veri nemici, che non sono le malattie, le infermità, le calamità naturali e neppure la morte terrena, bensì i peccati e il demonio: sono essi, infatti, che possono condurre la nostra anima alla perdizione eterna, cioè alla morte senza ritorno.
E tu? Quanto spesso pensi alla morte? Ti interroghi sulla salvezza della tua anima? Riesci a vivere in maniera equilibrata il tuo essere una persona umana composta di corpo e anima? Credi nell’esistenza del demonio? Cerchi di smascherarne le diaboliche trame per evitare che ti inganni, ti seduca al peccato e tu metta così in pericolo la tua salvezza eterna?
