Cari amici!
Lo scorso weekend come comunità abbiamo vissuto un pellegrinaggio particolarmente a noi caro: siamo andati infatti, sui “luoghi del Sacro Cuore” e di Maria in Francia, partendo da Paray-le-Monial dove Gesù è apparso a Margherita Maria Alacoque nel XVII, passando per Rue-du-Bac e Lisieux, per concludere con Nevers dove riposano le spoglie mortali di santa Bernadette.

Ma andiamo con ordine: partiti venerdì mattina prima dell’alba, abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio affidandoci al Cuore di Gesù e vivendo la santa Messa presso la chiesa di san Giuseppe in Rivoli (Torino). Abbiamo poi proseguito per passare il confine e andare in terra francese, direzione Paray-le-Monial.
Giunti dopo diverse ore di viaggio presso il luogo del Sacro Cuore per eccellenza, abbiamo trovato la chiesa in cui santa Margherita Maria Alacoque ha ricevuto la visita di Gesù e in cui è anche conservato il corpo della stessa santa, avvolta da un rispettoso silenzio: sull’altare era infatti esposto il Santissimo Sacramento ed erano molti i fedeli raccolti in preghiera.

All’ingresso della cappella una lapide ricorda quanto Gesù disse a santa Margherita: “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini” e che – continua la rivelazione – nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore… Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del “Corpus Domini”, sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore, ricevendo in quel giorno la santa comunione e facendo un’ammenda d’onore per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari”.

Sarà a seguito di queste apparizioni e alla volontà di Gesù che si diffonderà infatti, la devozione dei primi nove venerdì del mese e la pratica spirituale dell’Ora Santa.
Dopo aver passato del tempo in preghiera abbiamo poi proseguito il nostro viaggio verso Parigi, per Rue-du-Bac, una delle vie più famose della capitale francese, in quanto al numero 140 si trova una piccola oasi della pace!

Tra le case, infatti, è custodita la chiesa dove nel 1830 la Vergine Maria apparve a santa Caterina Labourè, indicandole quella che è la Medaglia Miracolosa con incisa la giaculatoria che tutti conosciamo ma che dovremmo recitare con più consapevolezza e fede: “O Maria, concepita senza peccato originale, pregate per noi che ricorriamo a voi”.
Come detto sopra, la veggente protagonista di queste apparizioni è Caterina Labourè, ragazza originaria della Borgogna che, seguendo la sua vocazione, entrò a fare parte delle Figlie della Carità fondate da san Vincenzo de’ Paoli. Era la notte tra il 18 e il 19 luglio del 1830 quando l’umile suora si sentì chiamare da un bambino splendente, il quale la condusse nella cappellina del noviziato. Qui Caterina vide apparire la Vergine Maria in tutto il suo splendore. La seconda apparizione avvenne il 27 novembre dello stesso anno quando la Madonna le mostrò l’ovale che venne poi coniato a mo’ di medaglietta per volontà di Maria Santissima.

Nella chiesa, inoltre, in una cappella accanto al corpo della santa, si trova la sedia dove la Vergine si sedette in una delle sue apparizioni, lasciando che Caterina le appoggiasse il capo sul ginocchio.
E’ stata una tappa significativa dove abbiamo voluto affidare alla Madonna le intenzioni personali e quelle di tutte le persone che ci chiedono preghiera.
Continuando il nostro viaggio, siamo giunti in Normandia, a Lisieux, dove riposa il corpo di un’altra grande santa: Teresina del Bambin Gesù!
La mattina di sabato 4 luglio quindi, ci siamo recati nel Carmelo dove, accanto alla navata centrale in una stanza secondaria, ci si ritrova davanti alla santa.

Teresina, figlia dei coniugi Zelia e Luigi Martin, esempio di santità sponsale, entra nel Carmelo di Lisieux a soli 15 anni per uno speciale permesso di papa Leone XIII. Desiderio di Teresina è quello di adoperarsi per la salvezza delle anime e soprattutto di pregare per i sacerdoti. Sarà lei che delineerà quella che viene definita la “teologia della piccola via o dell’infanzia spirituale”, la quale fonda la pratica nell’amore per Dio negli atti quotidiani che possono sembrare insignificanti agli occhi degli uomini, ma non a quelli di Dio.
Santa Teresina ricordava in una delle sue Lettere: “Non posso temere un Dio che si è fatto così piccolo per me… Lo amo!…Perchè Lui è solo amore e misericordia! (Lettera 26)
Insegnando la via dell’infanzia spirituale per giungere alla perfezione cristiana e ponendo ogni mistica sollecitudine al servizio della salvezza delle anime e della crescita della Chiesa, santa Teresina è un esempio per le sue virtù che la portarono agli onori degli altari quale dottore della Chiesa
Passando poi per Chartres, dove si trova la famosa e maestosa cattedrale, siamo giunti infine a Nevers, dove è conservato il corpo di santa Bernardette.

Una vita, quella di Bernardette, che sappiamo essere fatta di sacrificio e sofferenze, ma accompagnata dalla promessa della Madonna che le appariva a Lourdes: “Non ti prometto di renderti felice in questo mondo, ma nell’altro”. Ed è proprio il compimento di tale promessa che si legge sul volto della santa davanti alla quale abbiamo sostato in preghiera.

Quanto vissuto in questo weekend di pellegrinaggio è stato un grande dono per il nostro cammino, per imparare dall’esempio dei santi, nostri alleati nella battaglia contro il peccato, e per poter affidare le tante intenzioni che ci vengono mandate. Ringraziamo il Signore e la Vergine Maria che sono i nostri fari nella vita e che ci ricordano che non siamo mai soli.
