A pochi chilometri da Medjugorie, in un piccolo villaggio chiamato Šurmanci, si trova la chiesa che accoglie l’icona miracolosa di Gesù Misericordioso oggetto di una storia importante. Dinanzi a tale icona infatti, è avvenuto uno dei miracoli di guarigione che hanno portato Santa Faustina Kowalska sugli altari.

Nel 1990 l’icona si trovava presso il Santuario della Divina Misericordia a Trento, ove è avvenuta la miracolosa guarigione di Ugo Festa. Ugo, classe 1951, fin da giovanissimo scopre di essere malato di sclerosi multipla. Verso i trent’anni, a tale malattia si aggiunge la distrofia muscolare, l’epilessia e una grave deformazione alla spina dorsale unita a crisi convulsive quotidiane che lo tengono inchiodato a una sedia a rotelle. La medicina non ha più alcuna soluzione per lui. È disperato. Ugo, però, intuisce che nella sua pur grande ribellione a Dio, una sola cosa gli rimane da fare: gridare verso di Lui la sua disperazione e il suo dolore.

 

Il 29 aprile del 1990 va in pellegrinaggio a Roma dove incontra Madre Teresa di Calcutta che lo accoglie maternamente e lo consola. Alcune delle sue suore gli lasciano cinque immaginette della Divina Misericordia e una medaglietta, proponendogli di andare a pregare nel Santuario della Divina Misericordia a Trento, proposta che lui rifiuta.

Il giorno seguente, il 29 aprile, si fa portare in udienza dal Santo Padre, Giovanni Paolo II, con la medaglietta al collo e l’immagine di Gesù Misericordioso fra le mani per farsele benedire. Il Papa passa proprio vicino a lui, si ferma, benedice l’immagine e gli chiede come sta. Ugo scoppia in pianto sfogando tutta la sua vita di dolore e di disperazione, dicendo al Papa di sentirsi profondamente in crisi e totalmente sconfortato.

Il Papa lo ascolta e con tenerezza gli dice: “Ma come puoi essere in crisi se hai fra le tue mani Gesù Misericordioso? Affida tutto a Lui e prega mia sorella Faustina che interceda per te”.

Ugo a questo punto decide di andare a Trento. Davanti all’icona di Gesù Misericordioso prega per tre giorni. Il quarto accade il miracolo: l’immagine diventa improvvisamente viva e Gesù gli tende realmente le sue braccia. Ugo sente un calore profondo in tutto il suo corpo e vede Gesù venire verso di lui ma dubita, crede di sognare. In quello stesso istante sente la voce del Signore che gli dice come al paralittico: “Alzati e cammina!”. Improvvisamente si trova in piedi, guarito da tutte le sue gravi malattie e sano come mai lo era stato prima. Per poter credere a ciò che vede e sente corre fuori, sconcertato e felice.

icona di surmanci

Ugo ritornerà in udienza dal Papa qualche mese dopo, il 19 agosto, per raccontargli l’immensa grazia ricevuta. Comincia una nuova vita: partirà come infermiere volontario per aiutare Madre Teresa nelle sue missioni fino al momento della sua morte avvenuta il 22 maggio 2005.

Dinanzi a questa icona di Gesù Misericordioso custodita nella chiesa di Šurmanci, noi Sorelline del Cuore Eucaristico di Gesù, insieme a un gruppo di pellegrini della Sicilia guidato dal loro parroco don Giovanni, abbiamo iniziato la giornata di ieri con la celebrazione della Santa Messa.

A seguire abbiamo animato l’Adorazione Eucaristica durante la quale – con i canti di adorazione in sottofondo e memori del miracolo di guarigione fisica avvenuto trentacinque anni prima proprio dinanzi a quell’immagine – il sacerdote, in ginocchio dinanzi al Santissimo Sacramento, ha pregato per ciascuno chiedendo la guarigione fisica da ogni malattia.

Consapevoli poi di come nel Vangelo le guarigioni fisiche operate da Gesù indicavano anche una più profonda guarigione spirituale, il sacerdote ha chiesto la guarigione spirituale e morale dei presenti affinché, liberi da ogni intralcio e rinnovati nello spirito, da quel momento potessimo riprendere fedelmente la sequela Cristi, sotto lo sguardo della Vergine Maria che qui a Medjugorie si presenta come Regina della Pace.

Noi sorelline abbiamo altresì interceduto dinanzi all’icona miracolosa per la guarigione e la pace nei cuori di quanti si affidano alla nostra preghiera.

  (di Marina Cristea)