Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi (Gc 4, 7).
Una frase che può riassumere l’intera vita di un cristiano: fede, costanza, perseveranza, paziente fiducia in Dio e incrollabile determinazione a camminare nella giustizia e nella fedeltà sono le virtù cristiane necessarie per affrontare vittoriosamente le prove e le tentazioni.
La vita terrena dell’uomo è, infatti, caratterizzata da prove (Il Signore vostro Dio vi mette alla prova, perché sia manifesto se lo amate o no, Dt 13, 3) e dalle seduzioni al peccato che scaturiscono dalla triplice concupiscenza: della carne, degli occhi e la superbia della vita. Non vi è dunque modo di sfuggirne ma si può – e si deve – imparare a combattere la buona battaglia (2Tm 4,7).
Ma c’è di più. La nostra fede non è mera morale. Da soli – ce lo dice Gesù – non possiamo nulla (cfr. Gv 15,5). Abbiamo un Salvatore: Dio deve intervenire per medicare le nostre ferite affinché possiamo superare i nostri peccati, per vincere il nostro Nemico, il demonio, (la nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue ma contro i principati e le potenze, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti, Ef 6,12) e per salvarci.
Nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia c’è la nostra salvezza: è lì che Dio in Gesù suo figlio agisce concretamente e direttamente sull’anima, lì troviamo rifugio nella tempesta, guarigione profonda dalle ferite del peccato, liberazione dal maligno e vittoria sul male. Ciò è quanto Gesù stesso rivela a un monaco benedettino (cfr. In Sinu Jesu). Tutto consiste nel mettersi dinanzi al Suo Cuore aperto nell’Eucaristia e immergersi nel Suo Sangue preziosissimo che sgorga dal Suo costato aperto su chi lo adora:
“Stai in guardia, perché il Nemico si aggira intorno a te (1Pt 5, 8), cercando un punto di ingresso nel castello della tua anima. Sigilla ogni entrata e ogni finestra con il segno della Mia Croce e con il potere del Mio Sangue e rimarrai al sicuro sotto la Mia protezione (29/10/2011 – pp. 198-199).
È nell’Eucaristia che troverai il Mio Cuore trafitto e aperto da cui sgorga il dono dello spirito santo per la salvezza del mondo intero e la gioia della chiesa (p. 9). Per ogni peccato c’è misericordia nel sangue e nell’acqua che fluiscono dal mio costato ferito”.
La dimenticanza e l’abbandono dell’adorazione Eucaristica spiega le debolezze, gli scandali, la vergona e la caduta anche di tanti sacerdoti (cfr. In Sinu Jesu). Il ritorno all’adorazione salverà i sacerdoti dalla devastazione che il Nemico sta tramando contro di loro. Gesù assicura: “Quando un prete vola verso il Mio Cuore e appoggia la sua testa sul Mio petto, egli è al sicuro da ogni male e le trame del Nemico infernale contro la sua anima sono ostacolate e annullate (27/01/2012 – pp. 216-217). Ciò vale non solo per i sacerdoti ma per ogni anima che con fede si accosta al Santissimo Sacramento.
Anche la Vergine Maria interviene e indica al monaco benedettino come la guarigione e la liberazione viene dall’adorare Suo Figlio Gesù nell’Eucaristia: “Adora il Suo sangue preziosissimo nel sacramento del suo amore. Il Suo sangue misto ad acqua scorre incessantemente dal suo Cuore Eucaristico, il suo cuore trafitto dalla lancia del soldato per purificare e vivificare tutta la chiesa. Quando vieni alla sua presenza eucaristica sii consapevole del suo prezioso sangue che scorre dal Suo Cuore aperto. Adora il suo Sangue e applicalo sulle tue ferite e sulle ferite delle anime. Il Sangue di mio Figlio porta purezza e guarigione e nuova vita ovunque esso scorra”.
Continua poi Gesù: “Colui che rimane nel torrente che scorre sempre dal mio cuore sarà puro come io sono puro poiché tale è la potenza del mio sangue prezioso. Nell’adorazione eucaristica l’anima rimane immersa nel mio sangue. Gli effetti sebbene invisibili sono profondi e duraturi. Troppe anime, quando sono in preda alla tentazione o sono assediate da dubbi e paure, evitano di venire alla Mia presenza, quando invece è lì e solamente lì che esse troverebbero la pace del cuore e la fiducia nella Mia misericordiosa bontà (3/11/2011 – p. 200)”.
Accanto all’adorazione eucaristica, come efficace strumento di battaglia e di vittoria contro il nemico, vi è il santo Rosario: “Soprattutto, c’è la Mia Santa Madre, la Mia bellissima e Immacolata madre Maria. Lei è dove sono Io. Sii fedele al suo Rosario. Esso è lo scudo e la spada del combattimento spirituale (24/04/2008 – p. 59). Prega il Rosario di Mia Madre, anche quando senti che la tua preghiera è vuota o meccanica o quando sei assalito dalle distrazioni. La decisione di pregare piace al Mio Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di Mia Madre. Il tempo che ci offri, quando preghi, diventa prezioso ai nostri occhi ed è di immenso beneficio per la tua anima e per le anime per le quali preghi (8/12/2007 – p. 16).
Quindi, cari Amici, quando ci sentiamo assaliti dalle varie e pesanti prove, dalle quasi insostenibili tentazioni, quando la battaglia diventa troppo ardua, ricordiamoci di andare prima di tutto da Gesù, di adorarLo nel Santissimo Sacramento del Suo Amore, di immergersi nel Sangue che scorre dal Suo Cuore trafitto e aperto presente nell’Eucaristia, di applicarlo sulle nostre ferite e pregare il santo Rosario, spada nel combattimento spirituale!
