Lo scorso 27 settembre, trovandoci in terra marchigiana per alcuni giorni di apostolato con il nostro responsabile Diego Manetti – precisamente ad Osimo (AN) – abbiamo vissuto la Messa domenicale nel santuario di san Giuseppe da Copertino, approfittando per dire il nostro grazie a colui che nel 1767 papa Clemente XIII proclamò patrono degli studenti. Per l’appunto, prima di affrontare gli esami universitari di Scienze Religiose, noi Sorelline affidavamo gli esiti al patrono degli esaminandi, pregando insieme questa preghiera:
O san Giuseppe da Copertino,
amico degli studenti e protettore di chi fa gli esami,
vengo ad implorare da te il tuo aiuto.
Tu sai, per tua personale esperienza,
quanta ansietà accompagni l’impegno dello studio (degli esami)
e quanto facili siano il pericolo dello smarrimento intellettuale e dello scoraggiamento.
Tu che fosti assistito prodigiosamente da Dio
negli studi e negli esami
per l’ammissione agli Ordini sacri,
chiedi al Signore
luce per la mia mente e forza per la mia volontà.
Tu che sperimentasti tanto concretamente
l’aiuto materno della Madonna, Madre della speranza,
pregala per me,
perché possa superare facilmente
tutte le difficoltà negli studi e negli esami.
Amen.
È così che noi Sorelline neo-laureate in Scienze Religiose, abbiamo lasciato la nostra tesi in dono al Santuario, in segno di ringraziamento e gratitudine al Signore e all’intercessione di san Giuseppe da Copertino. Come è tradizione abbiamo quindi pregato sulle spoglie del santo, custodite in un’urna nella cripta sottostante alla chiesa, abbiamo affidato il nostro percorso universitario ormai concluso in segno di gratitudine, così, insieme a molte altre tesi già esposte in bacheche situate all’interno del santuario, anche le nostre verranno lì custodite.

Perché san Giuseppe venne nominato “santo patrono degli studenti”?
Nato a Copertino, crebbe in una famiglia molto povera, al peso dell’indigenza, ancora infante venne colpito da una grave malattia che lo costrinse a letto per diversi anni, impedendogli quindi di frequentare la scuola e di conseguire una normale istruzione. Dalla malattia verrà poi guarito miracolosamente dalla Madonna delle Grazie. Incline innegabilmente alla vita religiosa, fece domanda tra i Frati Minori Conventuali, ma considerato da questi “poco letterato” venne respinto.
Verrà poi accettato dai Cappuccini di Martino Franca, ma dopo pochi mesi viene cacciato a causa delle sue numerose estasi. Dopo un cammino ostacolato, verrà finalmente accolto tra i Frati Minori Conventuali a Copertino, dove, colpiti dalla sua umiltà, devozione e nobiltà spirituale, i frati lo accolsero. Nonostante fosse illetterato – lui stesso si presentava come “Fratel Asino” – venne ammesso agli ordini sacri per le sue virtù spiritali: diversi episodi prodigiosi e aiuti dal Cielo consentirono a san Giuseppe di terminare gli studi e conseguentemente ricevere il sacramento dell’Ordine Sacro.
La sua vita conferma il Salmo 135: “tutto ciò che vuole il Signore, egli lo compie” e ancora quanto scrive l’apostolo Paolo: “Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio” (1 Cor 26-29).
Noi Sorelline siamo edificate da questo grande insegnamento che ci viene dalla vita di san Giuseppe da Copertino, e anche al suo esempio di santità e grande devozione al Santissimo Sacramento che definiva come «una delle maggiori consolazioni che poteva avere in questo mondo». Più volte il santo testimonia che al momento della consacrazione «nell’alzare l’Ostia Sacra si sentiva anche egli tirare, l’anima sua vedeva Gesù Cristo resuscitato» ribadendo che dopo aver ricevuto Gesù Sacramentato bisogna «lasciare il mondo, continuare l’orazione et accomodare la grotticella del nostro cuore et offrire a Gesù Cristo l’intelletto, la memoria e la volontà, ché vedrai e goderai con la bocca e con il cuore nel Santissimo Sacramento dell’altare e, quando la Maestà Sua entrerà nel tuo cuore, tu dirai: “Signore, ecco la mia volontà, deh chiamala!”, et anco tutti li miei sensi avanti a te, Signore. Caccia via la superbia, la vanagloria e tutti li miei appetiti sensuali perché dove sei tu, Signor mio, non ci ponno abitare i tuoi nemici, mentre che io da me stesso, senza l’aiuto tuo, non li posso discacciare. Amen».
Preghiamo dunque il Signore attraverso l’intercessione di san Giuseppe da Copertino affidando gli studenti che da pochi giorni hanno incominciato nuovi corsi di studi, o li stanno per portare a compimento, chiedendo in primis la grazia di far crescere in ciascuno di noi l’amore di Dio…” e tutte le altre cose saranno date in aggiunta” (cfr. Mt 6, 33)!
