Cari amici, oggi 4 novembre, la Chiesa ci invita a celebrare la memoria di un grande santo: san Carlo Borromeo.
Vescovo molto conosciuto per il suo apostolato e per il suo grande zelo verso Dio e verso gli uomini, viene ricordato come vero pastore attento alle necessità della Chiesa del suo tempo, grande nella carità, nella dottrina, nell’apostolato, ma soprattutto nella pietà e nella devozione.
Attento ai bisogni della sua arcidiocesi di Milano, si preoccupò della formazione del clero e delle condizioni dei fedeli. Fondò seminari, edificò ospedali e ospizi, destinò le ricchezze di famiglia a favore dei poveri. Difese i diritti della Chiesa contro i signorotti e i potenti.
Noi vogliamo ricordarlo anche per un’altra particolarità che lo contraddistinse: il suo amore verso l’Eucaristia.
Da qualche settimana, come avrete notato, le Sorelline del Cuore Eucaristico di Gesù propongono un appuntamento settimanale mirato alla conoscenza dei santi che hanno amato particolarmente la presenza di Gesù Eucarestia, con lo scopo di aumentare il fervore e la fede nella presenza reale di Cristo (Sorelline SCEG – YouTube).
San Carlo ci insegna proprio questo: un amore più profondo e sincero verso Cristo presente in mezzo a noi nelle Specie Eucaristiche.
Siamo nel 1576 a Milano quando scoppia la terribile peste. San Carlo non si ferma di fronte al pericolo del contagio, prodigandosi fino all’ultimo per soccorrere i malati. Pur con la febbre e senza mangiare e dormire, il vescovo di Milano continuò le sue visite pastorali per non lasciare le “pecorelle” a lui affidate, continuando a insegnare e a pregare senza stancarsi.
Di grande fede e con grande fiducia in Dio, san Carlo era convinto che solo la preghiera e la penitenza costituivano gli strumenti necessari per implorare l’aiuto di Dio. Cominciò così una serie di processioni penitenziali nonostante la contrarietà delle autorità civili.
In testa alla processione, indossando una cappa, con cappuccio e a piedi nudi, con la corda penitente al collo e una grande croce tra le mani, il Borromeo implorava l’aiuto divino per la fine della pestilenza.
Attento ai bisogni dei suoi fedeli continuava a portare l’Eucaristia ai malati, certo che solo il Medico divino poteva portare la vera pace.
Solo con gli occhi puntati verso il Volto eucaristico ogni difficoltà poteva essere affrontata e vissuta. Con Lui infatti, tutto è possibile, mentre senza di Lui l’uomo viene invaso dalla morte spirituale peggiore di quella corporale.
Il santo vescovo ci ricorda che la Fede in Dio è l’unico mezzo mediante il quale possiamo superare le prove, senza cadere nello sconforto totale che allontana da Dio.
Egli non ha temuto di servire i suoi fratelli bisognosi di cure e abbandonati a causa della malattia, ma con virtù eroiche ha continuato il suo instancabile apostolato, indicando la strada che conduce al Salvatore del mondo, Colui che ha vinto il peccato e la morte, e che solo è Via, Verità e Vita.
Sul suo esempio, non dimentichiamoci mai del valore infinito della santa Messa e del dono incommensurabile della santa Eucaristia. San Carlo Borromeo ci sia da guida in questo nostro pellegrinaggio terreno.
