Eucaristia e matrimonio sono due sacramenti sponsali quali espressione di donazione totale in uno speciale legame di fedeltà, indissolubilità ed esclusività. La santa Eucaristia è chiamata, infatti, “sacramento nuziale” perché manifesta la più alta espressione dell’amore di Cristo Sposo per la Sua Sposa: la Chiesa. Un amore che culmina nella Croce, sacrificio in cui Cristo dona la sua vita totalmente per amore della Chiesa-Sposa e da cui l’Eucaristia trae origine e centro. Nella celebrazione del sacrificio eucaristico, la coppia di sposi è chiamata a scorgere la vera e piena immagine dell’Amore a cui essa stessa è chiamata, a cui deve tendere e di cui deve essere il riflesso. L’amore tra marito e moglie, uniti nel sacramento del matrimonio, è infatti partecipazione specialissima all’amore di Cristo per la Chiesa: totale, unico, fedele e duraturo. Come Cristo è unito in modo fedele, indissolubile ed esclusivo alla Chiesa, così l’uomo deve essere unito in modo definitivo, fedele, indissolubile, unico e fecondo a una sola donna, e viceversa.

È soprattutto nella teologia di San Paolo che troviamo l’insegnamento sull’amore tra i coniugi. Troviamo infatti scritto in Efesini 5,22-33:

24 E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. 25 E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, 26 per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, 27 al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. 28 Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama sé stesso. 29 Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, 30 poiché siamo membra del suo corpo. 31 Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola32 Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Il rapporto coniugale tra gli sposi è riletto in questo brano alla luce del rapporto con il mistero di Cristo, in merito al quale si evidenziano sette affermazioni: 1) che è capo della Chiesa; 2) che è Salvatore del corpo della Chiesa; 3) che ha amato la Chiesa; 4) che ha dato se stesso per lei; 5) che la vuole gloriosa, senza macchia né ruga; 6) che la nutre e la cura; 7) che è una sola carne con lei.

San Paolo, mettendo a confronto i due rapporti, cioè Cristo-Chiesa e moglie-marito, porta subito la relazione coniugale alla sua radice più profonda, che tutto spiega e da cui tutto deriva: il mistero dell’alleanza tra Cristo e la Chiesa. L’amore di Cristo per la Chiesa è amore di benevolenza, non di compiacenza. Amandola, infatti, la aiuta a diventare santa e immacolata. Proprio come il marito – che di riflesso a Cristo – è chiamato ad amare la propria moglie fino a dare sé stesso per lei e, amandola, la aiuta – nutrendola e curandola – a divenire bella, buona e perfetta.

Si comprende, pertanto, come la moglie, esortata a essere sottomessa al marito come al Signore, non è chiamata a essere schiava o semplicemente obbediente al marito. Tutt’altro: è una sottomissione che indica protezione, custodia perché ciò che è sotto-messo è il fondamento che regge, sorregge e, se posto al sicuro, è la base su cui costruire: la famiglia, in questo caso. Quella della moglie è una chiamata a vivere il proprio ruolo, la propria vocazione in pienezza. È l’aiuto, il sostegno, è colei che sta di fronte all’uomo (Gn 2,18). Quest’ultima frase segna la condizione di parità fra uomo e donna voluta e stabilita da Dio sin dall’inizio: tale deve tornare ad essere nel Sacramento del matrimonio cristiano dove il “principio” torna a essere possibile.

Le diseguaglianze e la corruzione della “natura propria” della vocazione dell’uomo e della donna – e quindi del rapporto sponsale tra i coniugi come alleanza – sono conseguenza del peccato originale. Se, dunque, l’amore sponsale dei coniugi è e deve essere riflesso dell’amore di Cristo per la Chiesa nella Santa Eucaristia – Sacramento d’Amore per eccellenza – è chiaro che dinanzi a questo sacramento, e per mezzo di esso, il matrimonio trae linfa vitale, guarisce le ferite del peccato e della concupiscenza, viene purificato, risanato e rinforzato. Così gli sposi, forti del dono ricevuto, possono camminare in santità e giustizia davanti a Dio in questo terreno pellegrinare per giungere, insieme, santi e immacolati, nella Vita senza tramonto, dove tutti saremo Uno in Cristo Gesù (Gal 3,28).