La Santa Eucaristia è la ragione e il fondamento dell’Ordine sacro. Entrambi nascono durante l’ultima cena, vigilia della Sua morte: nostro Signore Gesù, infatti, mentre istituisce l’Eucaristia – trasformando il pane e il vino nel Suo Corpo e Sangue – consacra gli apostoli come sacerdoti della nuova Alleanza affinché potessero perpetuare nei secoli la celebrazione eucaristica “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19).
Alta e sublime è la vocazione sacerdotale poiché racchiude in essa il mistero del dono reciproco tra Cristo e la Chiesa, tra lo Sposo e la Sposa. Nella santa Messa infatti il sacerdote non solo agisce in persona Christi, Pastore e Capo del gregge, ma altresì in nome di tutta la Chiesa che offre a Dio Padre, per mezzo del sacerdote, la preghiera più perfetta di tutti i fedeli.
Da ciò scaturisce la necessità che i sacerdoti abbiano piena consapevolezza che tutto il loro ministero non deve mai mettere al primo posto loro stessi o le loro opinioni ma Gesù Cristo, poiché è a Lui e alla Sua Chiesa che il ministero eucaristico sacerdotale deve prestare umile servizio (Sacramentum Caritatis n.23).

Sant’Agostino diceva che il sacerdozio è amoris officium, ossia l’ufficio del Buon Pastore che offre la vita per le pecore. È in questa peculiare caratteristica che si può scoprire il significato del celibato sacerdotale, incomprensibile in termini funzionali ma compreso pienamente se vissuto ad immagine del celibato di Cristo, nell’unione del proprio cuore sacerdotale al cuore glorioso di Gesù, trafitto per amore del gregge.
Il celibato sacerdotale è infatti un celibato sponsale, è immedesimazione conformativa a Cristo Sposo che dà la vita per la Sua Sposa. Il santo Padre Benedetto XVI affermava che l’amore celibe del sacerdote, vissuto con maturità, letizia e dedizione totale è una benedizione grandissima per l’intera Chiesa e la stessa società.
Se è vero che Cristo ha istituito l’Ordine sacro, è altrettanto vero che è proprio a partire dalla Sua venuta in mezzo a noi, nella Sua esistenza terrena, in virtù del battesimo, che nasce ogni altra forma di consacrazione religiosa sulla scia, appunto, della sequela Christi. Si tratta cioè di una speciale vocazione e di un peculiare dono dello Spirito a vivere con passione e radicalità la forma di vita abbracciata da Cristo, a servizio del Regno di Dio e della vita eterna.
Se all’origine sta sempre l’iniziativa del Padre, vivere una delle forme della vita consacrata è possibile solo se frutto di un rapporto speciale con Gesù, radice e fondamento di ogni vocazione, che nell’unità della vita cristiana si esprimono come raggi dell’Unica luce di Cristo, riflessa sulla Chiesa.
