Non è facile raccontare in un solo articolo quanto vissuto in un mese di apostolato a Medjugorje! Cercando le foto da allegare allo scritto ne abbiamo trovate davvero molte e ognuna fa ritornare alla mente i bei momenti vissuti in preghiera, nell’accoglienza di ragazze, gruppi e amici!

Ma partiamo dall’inizio. Giunti l’8 luglio a sera tarda a Medjugorje dopo un lungo viaggio dove non sono mancati imprevisti e inconvenienti, ci siamo trovati accolti – oltre dai due ormai familiari campanili della chiesa di san Giacomo – da un meraviglioso tramonto che ci ha fatto subito sentire a “casa”.

Eravamo a Medjugorje finalmente! Primo appuntamento serale non poteva che essere un giro dalla chiesa parrocchiale dove abbiamo affidato il nostro mese alla Madonna, pregando la Compieta davanti alla porta della chiesa.

Il primo giorno, dopo esserci sistemati, abbiamo cominciato il nostro apostolato: la sera, infatti, un gruppo dalla Puglia ci aspettava per un momento di catechesi di Diego Manetti e di testimonianza di noi Sorelline. Il primo di tanti altri incontri partecipati anche da esterni che si aggregavano a pregare con noi e ad ascoltare.

Solitamente durante questo mese dividevamo la nostra giornata facendo alla mattina – dopo la preghiera dell’Ufficio delle letture, le lodi e il Rosario – la santa Messa in croato a cui partecipavamo alle ore 7.30 nella chiesa parrocchiale.

Dopo la lectio noi Sorelline ci ritrovavamo a studiare insieme nel refettorio della struttura ospitante, mentre il pomeriggio e la sera accoglievamo i gruppi e ci recavamo a fare adorazione alla chiesa o nella cappella della comunità dell’Oasi della pace, facendo poi la nostra preghiera serale presso la cappella delle Missionarie della Famiglia Ferita da suor Kornelia Kordic che non mancava di accoglierci con gioia.

Non sono mancati gli appuntamenti con Roland Patzleiner per registrare le cover Sceg che usciranno prossimamente sul nostro canale You Tube!

La sera del secondo giorno abbiamo fatto la nostra prima salita in Collina. Un episodio simpatico ha accompagnato la nostra ascesa: tre cani randagi, ma tranquilli, di dimensioni e razze diverse ci hanno “scortato” fino alla Madonna in cima alla Collina aspettandoci mentre pregavamo il Rosario!

Una volta giunti in cima, vedere la statua della Regina della Pace brillare in mezzo al buio della notte ci ha fatto ricordare l’amore di questa cara Madre per ciascuno di noi e soprattutto la sua presenza costante in mezzo a noi.

La mattina di sabato 12 luglio abbiamo avuto l’incontro con il visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, mons. Aldo Cavalli, il quale, come vi abbiamo raccontato già in un articolo di Vita da SCEG, ci ha accolte ascoltando la storia della nostra comunità e dandoci il benvenuto a Medjugorje. Con lui abbiamo poi condiviso anche un momento cordiale a pranzo da noi Sorelline dove ha potuto assaggiare le specialità Sceg!

Foto con mons. Cavalli

Con un gruppo di Roma che abbiamo accolto per un incontro presso la struttura dove alloggiavamo, a pochi metri sotto il Kricevaz, abbiamo condiviso il pomeriggio della prima domenica a Medjugorje, recandoci presso la chiesa dei francescani di sant’Elia a Tihalina, un paese a circa 30 da Medjugorje nel cuore dell’Hecegovina, in direzione Liubuskj.

Qualcuno magari immagina il perché di questa meta: qui, infatti, è custodita la statua dell’Immacolata divenuta simbolo di Medjugorje grazie a un fotografo italiano. Questa statua era molto cara al compianto padre Jozo, parroco per quattro anni della chiesa dov’è conservata. Il suo volto di Madre guarda con amore e delicatezza i figli che ai suoi piedi pregano chiedendo la sua intercessione.

Altra tappa importante è stata quella presso Sirioki Brijeg, sempre nell’Herzegovina, dove sono stati trucidati trenta padri e religiosi francescani – alcuni di appena vent’anni – dai partigiani comunisti nel febbraio 1945. Dopo essere stati uccisi con un colpo di pallottola alla nuca, i loro corpi vennero gettati in un bunker situato nel terreno antistante alla chiesa dove in seguito furono bruciati.

Sul luogo dove furono rinvenuti i corpi, ci siamo fermati a pregare chiedendo l’intercessione di questi martiri francescani che hanno avuto il coraggio e la fede di resistere testimoniando Cristo fino alla morte.

Nei giorni a seguire si sono susseguiti incontri con vari gruppi provenienti da diverse zone d’Italia, dal Nord al Sud! Un incontro simpatico è stato quello con un gruppo proveniente da Latina, il quale vantava di arrivare dall’Italia a bordo delle proprie Fiat “Bianchina”, uno spettacolo che ha incuriosito tutta Medjugorje!

Durante le settimane abbiamo avuto anche la gioia di accogliere alcune ragazze che desideravano fare un’esperienza comunitaria.

Quale occasione migliore a Medjugorje dove abbiamo potuto vivere appieno il nostro carisma dell’accoglienza! Una di queste – Miriam – ci ha raggiunte direttamente dalla Val Badia!

Non sono poi mancate le salite sul Kricevaz pregando la Via Crucis di santa Faustina Kowalska e di santa Gemma, dove ai piedi della croce abbiamo lasciato la nostra pietra presa alla partenza come segno dei pesi che vogliamo affidare al Signore.

Scalare il Kricevaz, con il caldo di luglio, ci ha fatto riflettere sulla sofferenza e sulla Passione di Gesù che carico della croce e percosso dai soldati, saliva il monte Calvario offrendo ogni momento per la nostra salvezza.

Altre due tappe di cui vi abbiamo raccontato sul nostro blog sono state quelle a Šurmanci, un piccolo villaggio a pochi chilometri da Medjugorje dove si trova l’icona miracolosa di Gesù misericordioso, legata al miracolo della guarigione di Ugo Festa il quale vide l’immagine improvvisamente viva e Gesù tendergli realmente le sue braccia dicendogli “Alzati e cammina!”;

l’altra, quella nella città di Mostar divenuta famosa in tutto il mondo per le immagini dello Stari Most – in croato: “il vecchio ponte”, costruito dagli Ottomani nel XVI secolo per unire le due parti della città separate dal fiume Narenta – danneggiato dai bombardamenti dei Serbi nel 1992 e poi ripetutamente colpito durante la guerra di Bosnia (1993-1995) fino alla sua distruzione (9 novembre 1993).

Dopo aver fatto una rapida visita nel centro della città – caratterizzato dalla predominanza islamica – ci siamo recati presso il convento francescano della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, a poche centinaia di metri dal centro. Confortante è stato vedere la presenza massiccia di giovani famiglie alla Messa della sera a cui abbiamo partecipato insieme ai pochi cattolici presenti nella città.

Negli ultimi giorni di permanenza a Medjugorje abbiamo anche potuto incontrare padre Peter Ljubicic che ci ha benedetti e lasciato alcuni suoi libretti per la preghiera.

Dal 4 all’8 agosto abbiamo poi partecipato al festival dei giovani, il Mladifest il cui tema di quest’anno riprendeva il versetto 1 del Salmo 121 “Andremo alla casa del Signore”.

Migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo erano presenti alle celebrazioni e agli incontri. Il festival, iniziato il pomeriggio del 4 agosto con la recita di due Rosari e con la santa Messa seguita dall’Adorazione Eucaristica, ha permesso ai tanti giovani presenti di fare esperienza della fede sui luoghi della Regina della Pace.

Molte sono state anche le testimonianze di conversione avvenute a Medjugorje che si sono susseguite lungo le giornate del Mladifest.

Per noi Sorelline questo mese nella terra benedetta di Maria è stato un vero dono dove, poter accogliere numerosi gruppi, pregare insieme a loro offrendo anche la preghiera notturna presso la Croce Blu, e poter ascoltare le tante persone che ci affidano intenzioni, conferma la grandezza di Dio che non manca mai di creare occasioni per incontrarLo e per annunciarLo. Ringraziamo il Signore e la Regina della Pace per questo tempo prezioso di apostolato e di crescita nel cammino della fede!