Gv 14, 15-21
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Nei capitoli 13-17 del Vangelo secondo Giovanni sono raccolti i discorsi coi quali Gesù consegna, nel corso dell’Ultima Cena, i Suoi insegnamenti fondamentali. Uno di questi è rappresentato, a mio parere, dalle parole: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti”. Oggi, infatti, si parla tanto di amore – e spesso a sproposito – dimenticandosi che l’Unico che ha titolo in merito è Dio, la cui essenza è, appunto, l’amore (cfr. 1Gv 4, 8). Se vogliamo sapere che cosa sia l’amore, dobbiamo dunque interrogare Colui che di Amore stesso è fatto e costituito, cioè Dio. Ed ecco la risposta al nostro interrogativo: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti”. Cioè non è questione di sentimenti o farfalle nella pancia. L’amore, concretamente, si manifesta nella fedeltà, nel sacrificio, nella volontà di compiere il bene, osservando, appunto, i Suoi comandamenti. Solo così potremo renderci degni del premio, come il servo buono e fedele che il Signore accoglie nel Suo Regno, al termine della vita.
E tu? Ti interroghi mai sul tuo amore per Dio? Riesci a individuare, nella tua vita concreta, quei gesti e quelle scelte di vita che ben esprimono il tuo reale amore per Dio? Con quale dei comandamenti fai più fatica, invece?