Cari amici! Tornate ormai da qualche giorno in Italia, noi Sorelline abbiamo ancora il cuore colmo di gioia e di gratitudine a Dio per aver potuto trascorrere l’intero mese di agosto a Medjugorje.
Non è facile riassumere in poche righe un periodo così intenso e ricco di grazia. Credo che possiamo renderci conto solamente in parte quale grande dono sia trascorrere anche solo qualche istante in quella terra benedetta, dove la presenza di Dio e di Maria santissima sono davvero speciali. Come ci faceva riflettere un sacerdote durante un’omelia di questi giorni, anche “se ti sposti”, a Medjugorje la grazia ti “cade addosso”, cioè: anche se le disposizioni del cuore non sono ottimali, anche se le nostre motivazioni che ci hanno spinto ad intraprendere questo pellegrinaggio possono non combaciare con quelle del Signore, tuttavia, attraverso Maria santissima, l’amore onnipotente di Dio opera davvero miracoli di conversione visibili sotto gli occhi di tutti.

Andare a Medjugorje ormai è per noi un po’ come tornare a casa, ma ogni volta che andiamo rimane diversa dall’altra. Quando arriviamo a Medjugorje mi vengono sempre in mente due frasi che mi disse Diego durante il primo pellegrinaggio a cui partecipai nel “lontano” 2019 e che da allora mi rimangono impresse: la prima è che “a Medjugorje si viene per cambiare vita” , la seconda invece è un’indicazione di cammino, un approccio che invita a cambiare prospettiva: prima ancora di presentare a Dio la lista delle intenzioni di preghiera o le situazioni che crediamo siano da risolvere (a modo nostro), presupponendo di sapere bene il motivo per cui abbiamo fatto tanti chilometri per arrivare lì, Diego mi invitò a chiedere anzitutto alla Madonna perché mi avesse chiamata, il motivo del privilegio si essere accolta sotto il Suo Manto.

Credo che sia così che ci si senta a Medjugorje: sotto il manto di Maria, più vicini al Cielo, che deve essere la nostra unica meta e scopo nella vita, riscoprendosi figli amati immensamente da Dio e accompagnati dalla tenerezza materna di Maria, viva al nostro fianco, e sempre sollecita per intercedere a nostro favore e portarci a Gesù. Ecco perché, forti di questa consapevolezza – che è una grazia – da Medjugorje non si può tornare come si è partiti, ma si torna essendosi decisi a cambia vita, anche se questa sequela della Verità richiede un sì da ripetere tutti i giorni della vita.
L’ Amore onnipotente di Dio davvero trasforma e trasfigura la vita. Questo è quello che noi Sorelline abbiamo visto con i nostri occhi in questi giorni trascorsi a Medjugorje.

Ecco quanto desideriamo condividervi dei giorni trascorsi insieme in quella terra benedetta: Il 27 luglio siamo partiti per Medjugorje in compagnia di alcune ragazze che avevano espresso il desiderio di condividere del tempo insieme: chi domandando di fermarsi insieme a noi qualche giorno, chi per l’intero mese, così da sperimentare la bellezza della vita comunitaria e di preghiera, nel silenzio a tu per tu con Dio presentargli le domande più profonde sulla propria vocazione.
Credo sia stata proprio l’accoglienza e la condivisione del clima lieto e fraterno uno dei doni più belli che la Madonna ci ha fatto in questo tempo. Preghiamo nel Salmo 133 “Com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme”, questo è quello che abbiamo sperimentato: una gioia che quando è condivisa si moltiplica, una comunione in Cristo unisce al di là – e talvolta maggiormente – dei legami di sangue.
Abbiamo quindi voluto affidare questo mese a Dio vivendo insieme la Santa Messa: la nostra prima tappa nel viaggio di andata verso Medjugorje è stata al Santuario dedicato alla Madonna del Frassino, a Pescheria del Garda. E con il nostro pulmino a “pieno regime” tra Sorelline e bagagli, abbiamo raggiunto verso sera la nostra meta desiderata, dove i due familiari campanili della parrocchia di San Giacomo ci hanno accolti.

Nelle prime ore del 28 luglio è avvenuto l’attacco blasfemo all’altare esterno della parrocchia di San Giacomo, che ha visto imbrattata con scritte blasfeme anche la statua della Madonna sul Podbordo, e la Croce Blu. Al mattino abbiamo appreso il fatto con un grande dolore. La notizia ha fatto il giro del mondo, perché il male “fa rumore”, ma il bene – che Dio sa trarre che anche dal male – accade nel silenzio e nel segreto, non fa notizia, ma rimane per sempre. Tante persone infatti hanno offerto a Dio momenti di preghiera, digiuni e atti di adorazione in riparazione dell’accaduto. L’intera area esterna è stata quindi presto ripristinata e, quando al pomeriggio dello stesso giorno siamo salite sulla Collina delle apparizioni, abbiamo visto alcuni uomini che da ore, sotto il sole cocente di agosto, lavoravano per ripulire la statua della Regina della Pace. È stato commovente vedere quante persone salivano la Collina in silenzio e raccolte in preghiera, ancor più nobile è stato il gesto di quegli uomini, che una volta terminata la ripulitura della statua, li abbiamo visti mettersi in ginocchio e pregare i sette Pater, Ave e Gloria in riparazione e ringraziamento. La statua della Madonna è tornata più splendente di prima, con quel bianco puro e luminoso che attira gli sguardi: il Cuore immacolato di Maria e il Cuore di Gesù trionfano sempre sul male.

A rendere ancora più “spiritualmente intensi” questi nostri primi giorni a Medjugorje è stato il poter vivere insieme l’apparizione straordinaria della Madonna al veggente Ivan il 31 luglio, alla vigilia dell’inizio del Festival dei Giovani, ed è proprio per i giovani e per le famiglie che la Madonna ci ha chiesto di pregare.
Dal 1° al 6 agosto Medjugorje ha accolto decine di migliaia di pellegrini provenienti da 73 Paesi differenti e con oltre 600 sacerdoti. Il tema di questa 37° edizione è stato “Ad fontem!”…alla scuola di Maria, quale Madre e Maestra che ci prende per mano e ci insegna la via per arrivare alla vera Fonte della Vita, di cui noi giovani abbiamo tanta sete. Anche noi Sorelline, insieme alle nostre giovani ospiti, abbiamo partecipato ad alcuni momenti del “Mladifest”. Oltre a ciò che abbiamo potuto ascoltare nelle diverse testimonianze, portiamo impresso anche quello che abbiamo vissuto e visto: ragazzi raccolti in preghiera e in ginocchio dinanzi a Gesù Eucarestia durante le adorazioni serali, giovani che, nonostante le fatiche del viaggio e le poche ore di sonno, lodavano il Signore con canti e balli, sacerdoti che fino alla sera tardi confessavano chi forse da molto non si accostava al sacramento della riconciliazione: questi sono i miracoli che abbiamo visto a Medjugorje, questi i frutti della presenza viva di Maria e di Gesù.

Nei giorni a seguire abbiamo vissuto il nostro quotidiano con i momenti di condivisione e di preghiera secondo quanto la regola di preghiera comunitaria prevede: la Liturgia delle Ore, la preghiera del Santo Rosario e la Messa quotidiana, che è l’incontro più importante con Gesù nella nostra giornata.
Tante volte abbiamo potuto sostare in adorazione del Santissimo Sacramento nella cappellina dell’Oasi della Pace, altre volte siamo state ospiti a Vionica da sr. Kornelia, senza contare le numerose salite alla Collina delle apparizioni, cui seguiva un prolungato tempo di silenzio per poter meglio ascoltare la voce di Dio, e al Monte Krizevac pregando la via crucis. Spesso abbiamo avuto la gioia di vivere questi momenti di preghiera e di condivisione con alcune “Socie di alleanza” trovandosi anch’ esse in pellegrinaggio a Medjugorje negli stessi giorni. Le Socie di Alleanza sono quelle ragazze o giovani donne facenti parte dell’Associazione SCEG, le quali vivono il carisma dell’adorazione eucaristica “nel mondo” e non verificano nello specifico la vocazione alla vita consacrata come chi appartiene alla “comunità di vita”, bensì pregano per le vocazioni impegnandosi vivere e diffondere il culto dell’adorazione eucaristica.

Abbiamo inoltre sperimentato la bellezza di spendersi nell’ apostolato: Diego ha tenuto diverse catechesi e noi Sorelline abbiamo partecipato animando con canti e testimonianze di vita, condividendo con alcuni gruppi di pellegrini e amici quanto noi stesse abbiamo ricevuto gratuitamente da Dio, facendo altresì conoscere la nostra realtà vocazionale e il carisma che ci distingue, ovvero l’adorazione eucaristica e la diffusione del culto eucaristico.
È stato quindi un mese ricco di incontri che ci hanno arricchito, sperimentando la verità più profonda e concreta delle parole di Gesù riguardo alla logica del dono, anche – e soprattutto – quando costa sacrificio: “Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo” (Lc 6, 38).

Diego ha poi dedicato a noi Sorelline alcuni momenti settimanali finalizzati alla formazione comunitaria, un incontro incentrato sul documento promulgato dal Paolo VI nel 1965: Perfectae Caritatis (il decreto del Concilio Vaticano II dedicato al rinnovamento e all’adeguamento della vita religiosa e degli istituti di vita consacrata nella Chiesa Cattolica). Il secondo appuntamento era invece incentrato sul tema del principio cattolico dell’et-et (l’arte di tenere insieme gli opposti), sfida complessa che don Fabio Rosini ha saputo ben affrontare nel libro “ma anche no”, dal quale Diego ha saputo trarre interessanti spunti di riflessione che ci hanno portato ad affrontare il tema in modo molto personale.
Grate al Signore per ogni singolo incontro, ma soprattutto per aver potuto trascorrere questo tempo a Medjugorje alla Sua speciale presenza, desideriamo assicurarvi il nostro ricordo quotidiano in preghiera dinanzi al Cuore Eucaristico di Gesù, impegnandoci quindi tutti insieme – nella nostra comunità, nella nostra famiglia o sul luogo di lavoro – quali figli carissimi di Maria a rispondere alla chiamata che ci ha rivolto lo scorso 25 agosto: “La preghiera scorra di nuovo dai vostri cuori e dalle vostre famiglie affinché possiate sentire con gioia la voce di Gesù nei vostri cuori: Pace a voi! Figlioli, siate portatori di pace e di preghiera per tutti coloro che non pregano”, certi che Lei è con noi e intercede per noi presso Suo Figlio Gesù.
